Infrastruttura tecnologica

In un programma di conservazione digitale la tecnologia è necessaria a più livelli per:
>> creare il contenuto digitale
>> acquisire come oggetti digitali il contenuto e i metadati ad esso associati
>> trasferire questi oggetti verso o da un digital repository
>> trattare o in qualche modo interagire con gli oggetti digitali nel repository
>> trovare e restituire gli oggetti archiviati
>> costruire e mantenere in funzione il repository
>> definire e realizzare le politiche e i protocolli relativi al repository
>> integrare il repository e i materiali digitali nell’ambiente organizzativo generale e nel contesto in cui opera

La pianificazione della conservazione è qualcosa di più rispetto alla raccomandazione e all’adozione di strategie di conservazione, che già di per sé sono dei compiti difficili. Lo sviluppo di un’ infrastruttura tecnologica che sostenga il programma di conservazione digitale richiede un approccio olistico e una implementazione che risponda a requisiti in continua evoluzione. Lo standard OAIS definisce tali funzioni per la pianificazione della conservazione.

>> Controllo della comunità designata (si fa in questo caso riferimento sia ai produttori che agli utenti - si veda la discussione sui documenti fondamentali sui ruoli nell’OAIS al capitolo 4) per conoscere l’evoluzione dei requisiti e della tecnologia.
>> Controllo della tecnologia per essere informati sui nuovi mezzi tecnici ed evitare possibili rischi di obsolescenza e di incompatibilità.
>> Sviluppo di strategie e standard di conservazione
>> Sviluppo di modelli di packaging e di piani di migrazione per sviluppare piani e prototipi per realizzare le strategie più opportune di conservazione e per realizzare politiche e direttive di conservazione.

È necessario assemblare una piattaforma tecnologica, adattarla alle giuste dimensioni, documentarla, controllarne gli sviluppi principali, eventualmente aggiornarla o migliorarla. Diverse organizzazioni che già possiedono materiale digitale da gestire hanno familiarità con questi due elementi portanti del sistema di supporto: la gestione dei file e la gestione della conservazione. Queste due funzioni rappresentano un importante punto di partenza. Tuttavia, al di là di questo, le decisioni dell’organizzazione sulla tecnologia - hardware, software, reti, staff - possono favorire o impedire un programma di conservazione digitale. Ad esempio, la lista seguente include esempi di tecnologie che possono essere necessarie per rendere un oggetto digitale restituibile e comprensibile:

>> codifica di base dei dati (ad esempio: EBCDIC, ASCII, Unicode, big-endian, little-endian, lunghezza delle parole)
>> formati di file e algoritmi di compressione (ad esempio: Microsoft Word 97, AutoCad 10, JPEG, TIFF, JBIG, LZW)
>> specifiche dei supporti di memoria (ad esempio floppy disk da 3.5”, dischi ottici da 12 cm)
>> tecniche dei supporti di memoria (ad esempio: magnetici, ottici, magnetico-ottici)
>> formattazione dei supporti di memoria (ad esempio: il Red Book dei CD-Audio, lo Yellow Book dei CD-ROM, l’Orange Book di CD-R e CD-RW);
>> le specifiche dei file system (ad esempio: FAT32, ISO-9660, HFS+)
>> ambiente del sistema operativo (BIOS ROMs, le chiamate di sistema, le librerie collegate)
>> memoria hardware, con firmware associata, e driver di periferiche
>> hardware “playback” (ad esempio: sistemi audio/video, display e stampanti)

Ognuna di queste componenti deve riconoscere le altre e interagire con queste per assicurare la conservazione a lungo termine di una sequenza di bit e l’accessibilità continua al suo contenuto. Data la velocità dei cambiamenti della tecnologia, ognuna di queste tecnologie è soggetta all’obsolescenza. Gestire la disponibilità e l’interazione di queste tecnologie per sostenere la conservazione digitale è una sfida continua.

Scenari istituzionali 
Esistono quattro possibili scenari di sviluppo dell’infrastruttura tecnica. Ognuno ha i suoi punti di forza, ma la soluzione migliore dipende dalle vostre potenzialità e priorità. Le quattro opzioni sono:

Costruire

>> Scegliere di costruire internamente le IT per il programma di conservazione digitale.
>> Concentrarsi sulla capacità di sviluppo e le opzioni di conservazione.

Estendere

>> Definire le estensioni sulla base di analisi delle lacune.
>> Aggiungere capacità e memoria.
>> Assicurarsi che ci sia un’adeguata ridondanza nel back-up.

Partecipare

>> Valutare le alternative e dopo delegare all’esterno oppure sottoscrivere un servizio.
>> Assicurare la longevità dell’infrastruttura con una gestione efficace del contratto o del servizio.

Collaborare

>> Specializzarsi in settori fondamentali di competenze o di capacità.
>> Estendere le capacità con la collaborazione.
>> Condividere responsabilità ben definite.
>> Sfruttare i vantaggi esterni al repository.

Qual è meglio per voi? Considerate le seguenti caratteristiche:

  Risposta interna vs. risposta esterna
Caratteristiche Costruire Estendere Partecipare Collaborare
Avete un contenuto digitale esistente? No Poco
Avete accesso oppure avete il controllo delle infrastrutture IT? Molto poco Forse
Avete un repository da sfruttare? No No Forse
Avete risorse di partenza? Basilari Limitate Limitate
Avete risorse per il lungo periodo? Limitate Limitate Limitate

 

Strategie di conservazione digitale 
Sono state proposte numerose strategie di conservazione digitale, ma nessuna si adatta in modo assoluto a ogni tipo di dato, di situazione o di istituzione. Si veda il capitolo 2, Terminologia: Strategie, per una breve rassegna delle opzioni attuali. Alcune si adattano chiaramente soltanto ad un sottoinsieme di problemi tecnici, mentre altre possono essere applicate in modo più esteso. Alcune sono utilizzate correntemente; alcune invece non sono ancora state molto testate, soprattutto nelle istituzioni culturali. Altre rappresentano possibilità teoriche che gruppi di ricerca stanno attualmente valutando.

Previsioni tecnologiche 
Com’è possibile sapere se un cambiamento hardware o software metterà a rischio una collezione digitale? Risposta: controllando costantemente gli sviluppi della tecnologia e considerando sistematicamente le loro possibili conseguenze sulla conservazione. Attualmente non esiste un unico luogo dove tutte quante le informazioni necessarie sono state raccolte insieme. Un registro del genere - se esistesse - avrebbe informazioni su ogni versione di ogni pacchetto software e su ogni pezzo hardware utilizzato, su tutta la documentazione e altri indicatori di dominî di ogni tipo in cui si citano, si esaminano e si discutono gli sviluppi recenti, attuali e futuri. Dovrebbe contenere informazioni sulla compatibilità - le relazioni tra le varie versioni di formati di file, software e hardware. In un mondo ideale, questa informazione sarebbe contenuta in un sistema automatizzato con un modulo di controllo dei rischi che avvertirebbe in caso in cui una collezione fosse messa in pericolo da futuri cambiamenti tecnologici. Nel frattempo, sono fondamentali gli sforzi individuali e collettivi per rimanere informati: lettura di notizie di tipo tecnologico, conversazioni con i fornitori, comunicazioni con i colleghi, abbonamento al forum di discussione padiform-l, della National Library of Australia per la conservazione digitale. Un’altra fonte di informazione è la mailing list dell’IFLA (IFLA DIGLIB list), sulle biblioteche digitali, con del contenuto sulla tecnologia digitale e la conservazione digitale. Si può inoltre leggere, tra l’altro, il bollettino RLG DigiNews (numeri degli anni precedenti) e il D-Lib Magazine.