Gli oggetti digitali possono essere complessi ed avere limiti mutevoli e mal definiti. Possono essere effimeri oppure mutare. Il loro valore a lungo termine è difficile da prevedere.
Le organizzazioni investono nel futuro delle collezioni digitali che decidono di conservare. Queste decisioni devono essere prese sulla base di informazioni valide, devono essere coerenti, documentate e da rivalutare nel corso del tempo. Devono essere sviluppati protocolli di selezione per determinare qual è il valore degli oggetti digitali per l’organizzazione. 
0101 I protocolli e i tools che sostengono e rendono possibile la scelta delle collezioni digitali devono essere continuamente aggiornati e perfezionati. I criteri di valutazione per gli archivi, quelli di scelta per le biblioteche, quelli di acquisizione per i musei, sono tutti all’origine di tools basati su regole. Una volta fatta la scelta, i tools di immissione devono essere pronti ad applicare questi criteri.
$$$$ Le organizzazioni devono investire nelle collezioni digitali che decidono di conservare a lungo termine in modo oculato. Alcuni oggetti digitali possono presentare maggiori problemi di conservazione - e di conseguenza maggiori spese - se i loro creatori non rispettano gli standard, scelgono formati nuovi o non ancora testati, si fidano molto di software difficili da leggere e da capire, o dimenticano di includere una documentazione sufficiente negli archivi digitali. Non prendere in considerazione il tempo o le spese extra per correggere queste lacune rischia di aumentare il volume di attività in modo inaspettato o di determinare l’incapacità stessa di conservare gli oggetti digitali.
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Esercizio
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1. La vostra organizzazione ha una politica che regola l’ammissione delle collezioni digitali nel programma di conservazione digitale? 2. Conoscete un tool, esistente o in fase di sviluppo, che possa permettere una scelta e una valutazione automatica del contenuto digitale? |
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